UniBo, il nuovo dottorato fra medicina e tecnologia

Parte quest’anno l’innovativo percorso di Scienze e tecnologie della salute

Il rettore Francesco Ubertini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bologna, 9 maggio 2018 – Un po’ medici, un po’ ingegneri. Parte quest’anno il nuovo dottorato di Unibo in Scienze e tecnologie della salute. Si tratta di un percorso innovativo, che vede coinvolti ben 14 dipartimenti differenti.

Tra biomeccanica, medicina predittiva, dispositivi e servizi medici, tecnologie terapeutiche e diagnostiche e altro ancora, tanti sono i temi su cui si concentrerà il nuovo dottorato di ricerca coordinato dal professor Claudio Borghi (dal Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche), affiancato dal vicecoordinatore Vittorio Colombo (da Ingegneria industriale). Per quest’anno saranno disponibili sette borse di studio, tre finanziate dall’Ateneo e le altre da Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Orsola, Irccs Rizzoli, Farmindustria e Centro interdipartimentale di Ricerca industriale in meccanica avanzata e materiali. «Unire i campi di salute e tecnologia – spiega il rettore Francesco Ubertini – è una sfida: un percorso formativo comune tra medici e ricercatori di ambito scientifico-tecnologico permetterà loro di parlare ‘più linguaggi’, utili su più campi. Una risorsa utile per un territorio come il nostro, che vanta una qualità altissima nell’ambito della salute».

L’obiettivo è formare la prossima generazione di leader nella ricerca sulle tecnologie per la salute in ambito accademico, industriale e clinico. I dottori di ricerca in Scienze e tecnologie della salute saranno infatti in grado sia di svolgere attività di ricerca in ambito universitario e industriale che di contribuire a iniziative imprenditoriali nel settore delle tecnologie per la salute.

«Mai prima medicina e tecnologia sono state così integrate – prosegue il coordinatore Borghi – La ricaduta pratica del percorso sarà fondamentale».

Questa è solo una delle sei novità in arrivo con il nuovo anno accademico, che permetteranno all’Alma Mater di offrire un totale di 47 corsi di dottorato, finanziati con un investimento di oltre 13,6 milioni di euro.

Fonte: Federica Orlandi, Il Resto del Carlino